Non bastava Avatar posticipato di un mese per non ostacolare le cagate di De Sica e company. Anche una notizia del genere l’ho accolta col sorriso sulle labbra. Siamo in Italia, la terra dei cachi, e nessuno si stupisce più di niente. Poi leggo questo e non solo sono costretto a fare retromarcia, ma cresce in me una voglia matta di emigrare, di andare via. Sul serio.
Adesso vorrei solo capire i motivi di una decisione simile e quale proto-intelligenza l’ha partorita, qualora dovesse rivelarsi fondata, perché se è vero che a monte sono i risultati commerciali a dettar legge, d’altra parte mi chiedo chi ha il diritto di scegliere al posto mio in quella che è una vera e propria operazione di censura preventiva. Qualcuno mi illumina?

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commenti
  1. G.L. ha detto:

    Una risata ci sta seppellendo.

  2. tanabrus ha detto:

    Ma, io penso sia una motivazione economica. Se il film non penso venderà abbastanza, non lo prendo. O se lo prendo lo distribuisco in poche sale, puntando alla grande su titoli più acclamati.
    Di titoli che non arrivano da noi ce ne sono tantissimi, considerando quanti film vengono fatti ogni anno.

    Poi sarà che vivendo in un luogo dove ora ci sono giusto tre cinema e dove i film arrivano quando ormai sono vecchi, la cosa per me rientra nella regolarità e non ci vedo tutti questi problemi mentre chi è abituato ad avere una decina di film trasmessi in contemporanea nella sua città è abituato a scelte più ampie e magari vuole la proiezione di tutti i film, boh…

  3. Miss Marlboro ha detto:

    Oddio, ho letto il post è mi è venuto un trauma. Ma chi cavolo ha avuto un’idea del genere!?

  4. Stefano Romagna ha detto:

    GL: il problema è che io non rido nemmeno. E’ una cosa fuori dal mondo.

  5. Stefano Romagna ha detto:

    Tanabrus: voglio credere che sia così, anche se francamente la vedo dura. McCarthy in Italia non smuoverà fantastiliardi di copie, ma non è nemmeno uno sconosciuto. In America La Strada ha venduto un milione di copie solo nel 2007, quando uscì e vinse il premio Pulitzer. La percezione che ho io è che anche da noi non solo non stia andando affatto male, ma che vengano distribuiti film con molto meno appeal e chance di fare soldi. Che poi negli States il film omonimo non sia stato proprio un successone è un fatto, ma da qui a non provarci nemmeno… Non lo so, è una notizia strana. A parte il blog della Lipperini non ho trovato altro che ne parlasse.

  6. Stefano Romagna ha detto:

    Miss Marlboro: i distributori, presumo. Inutile dire quanto mi dispiaccia, considerando che il romanzo lo avevo gradito tanto.

  7. Valberici ha detto:

    Cito Evangelisti: ” Gente interessata solo al denaro, senza scrupoli morali, senza altri obiettivi che la soddisfazione immediata del piacere.”.
    Lui parlava dei pirati me è evidente che la descrizione ben si adatta a chi ci governa.

  8. tanabrus ha detto:

    Alla faccia del “non un successone”… ho dato un’occhiata agli incassi dei film.

    “The road” ha incassato 5.860.000

    Tanto per fare qualche paragone, Sherlock Holmes ha incassato più di 165 milioni, Avatar è sui 429 milioni.
    Alvin 178 milioni.
    La principessa Disney 92 milioni.
    Youth in revolt, uscito questa settimana, è già a 7 milioni.

    The road è stato in classifica solo nella settimana della sua uscita, e al decimo posto.
    Non è nella top 100 dei film del 2009, posto occupato da Fame con 22 milioni.

    Direi che della sana titubazione da parte dei distributori sia più che giustificata…

  9. Stefano Romagna ha detto:

    Tanabrus: esattamente. Ma sana titubanza non vuol dire ignorare un intero mercato come si pensa stiano facendo. Titubanza vuol dire farlo uscire in poche copie, in un numero limitato di sale. Non vorrei dire una stronzata perché non ricordo dove l’ho letto e non ho link sottomano, ma a me risulta che nel resto d’Europa sia uscito o sia in procinto di, soprattutto in Francia.

  10. Stefano Romagna ha detto:

    Tanabrus: le motivazioni economiche sono senz’altro le più attinenti, e dire che il film non verrà distribuito perché “troppo deprimente” suona come una scusa debole e falsa, ma almeno adesso so che in Europa uscirà. Segui i link.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/06/sara-triste-ma-fateci-vedere-quel-film.html

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/01/05/italia-bandisce-il-film-troppo-deprimente.html

  11. tanabrus ha detto:

    Oddio, quando nel primo link ho letto che viene definito un diritto mi sono presi i brividi.
    Per l’autore dell’articolo il distributore avrebbe il sacro dovere di far arrivare ogni film in Italia, magari rimettendoci di tasca propria.

    Io sono più oggettivo, e mi sembra ovvio che finchè non pensano di poterci guadagnare qualcosa non si avvicineranno nemmeno da lontano a quel film.
    Che poi nello stesso articolo si ammette che è costato 20 milioni per un ricavo di 5 milioni al botteghino USA (dove c’era stato il milione di lettori, ricordiamolo). Un gran bel flop, considerando le aspettative con cui era partito visto che la trama è un libro di successo.

    In Francia “La route” è stata distribuita dai primi di dicembre. Prima settimana, 197.000 euro di ricavi; seconda 126.000, le successive non lo so perchè l’unico sito con dati di ricavi francesi che ho trovato, da quella settimana taglia e inserisce solo la top ten. Comunque siamo sui 320.000 nelle prime due settimane di programmazione.

    Non ho idea di come sia proseguito nelle settimane successive, ipotizzerei sia intorno ai cinquecento-massimo_seicento mila euro ma sto scazzando alla grande.

    Per dire, nell’ultima settimana il decimo film in Italia è stato Soul Kitchen, esordio superiore ai 300.000 euro.
    Due settimane fa c’era decimo il secondo film di Arthur, in due settimane poco più di 300.000 come La route (ma era il secondo capitolo di una saga, era ipotizzabile l’effetto saga), Astro Boy sopra il mezzo milione, Dieci Inverni sopra i 400.000.
    Giusto Il canto della sposa non raggiunge il 100.000 (o le cifre francesi di La route), ma immagino quanto avranno pagato per distribuire questo film francotunisino (e in quante sale).

    Non temere che se in Europa sfonderà, il film arriverà anche qua.
    Ma se anche in Europa barcolla, è diritto dei distributori non buttarci via soldi.

    Capirei le critiche se il film avesse successo, ma così sinceramente non hanno senso. Arriverà in dvd prima o poi, e chi lo vuole vedere a ogni costo lo vedrà in quel formato. O in inglese, se può e vuole.

  12. Stefano Romagna ha detto:

    Tanabrus: il primo link era una semplice testimonianza che non conta nulla. Il comunicato ufficiale di Repubblica è il secondo. Li ho aggiunti entrambi perché della questione se ne sta parlando pochissimo e perché il post che ha scatenato la mia indignazione è ancora più parco di informazioni.
    Sulla visione del film-al di là di tutto- ho già dato per scontato che se i presupposti sono questi, niente mi impedirà di vedermelo in lingua originale. Quello che non mi va giù è il perché in Francia si, sia pure con risultati sottotono, e in Italia manco per il cazzo, nemmeno ci si prova. Lo so che il denaro chiama denaro, capisco l’ottica con cui hai impostato il tuo intervento, e il ragionamento non fa una piega, ma a me fa schifo constatare che il film tratto da un capolavoro venga snobbato trovando scuse futilissime mentre una schifezza come Natale a Beverly Hills si becca le sovvenzioni statali. E’ una vergogna ed è giusto che se ne parli.

  13. tanabrus ha detto:

    Se le motivazioni ufficiali sono davvero quelle concordo con te che sia vergognoso.
    Ma visto che l’unico a parlarne è repubblica senza citare fonti, la cosa purtroppo mi sa molto di “sentito dire”…

  14. Stefano Romagna ha detto:

    Tanabrus: lo temo anch’io. D’altronde anche su Lipperatura il post inizia con un “dicono”.

  15. demonio pellegrino ha detto:

    Avevo espresso dubbi sul fatto che la vera ragione per la mancata distribuzione di The Road fosse il suo presunto pessimismo. E i dati citati da Tanabrus mi pare confermino il tutto. Sapevo che non era stato un grande successo, ma non avevo idea della dimensione del flop.

    Peccato, perche’ il film davvero non e’ male. Molto fedele al libro, a parte due cazzate. Ma Viggo e’ un grande. Come sempre, d’altronde.

  16. Stefano Romagna ha detto:

    Demonio Pellegrino: è un vero peccato, si. E’ un film nato sotto una cattiva stella fin dall’inizio. Dal momento in cui sono terminate le riprese la distribuzione è stata posticipata tre volte. Io credo che l’errore sia stato quello. I produttori stessi non ci hanno creduto per primi, presentandolo come un disaster movie sapendo che lo è solo in parte. Temo non sia stato capito anche se aveva la forza trainante di un milione di copie vendute in casa. Lo vedrò lo stesso, nonostante tutto. Il romanzo è tra i migliori che abbia letto da anni a questa parte.

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