Archivio per dicembre, 2009

Alla fine ce l’ho fatta a tornare, nonostante le quasi 9 ore di ritardo che ha portato il volo in partenza da Caselle e un problema di overbooking che ha impedito a quindici passeggeri di salire a bordo. Non voglio fare ulteriore polemica o ripetere che la situazione d’emergenza è stata gestita in modo disgustoso, questo si sa, o si sarà capito. L’importante è aver passato il Natale in famiglia e che sotto l’albero abbia trovato questo.
Diciamolo, mi ha conquistato completamente fin dal primo istante. E’ bello, leggero, facile da usare e, cosa più importante, una volta acceso si legge e basta dimenticandosi di avere tra le mani un dispositivo elettronico. Nessun fronzolo, nessun’altra velleità. Le parole compaiono sulla superficie dello schermo con una fedeltà assoluta e contano solo quelle e le storie che vanno a comporre. Ma non è tutto. Mi collego al Kindle Store e scarico una versione di prova di Oliver Twist. Se mi piace basta un click e l’intero libro diventa mio grazie alla rete 3G, ovunque, quando voglio, e lo stesso vale per il resto dello sterminato catalogo Amazon (per il momento in inglese, ma è solo questione di tempo). Non pago, sottoscrivo l’abbonamento a La Stampa e tutte le mattine trovo la mia copia digitale nella home screen, pronta per essere spulciata davanti a un caffè bollente. Non vi basta? Grazie alla compatibilità nativa col formato pdf carico il mio manoscritto e gli do una letta, sottolineo e salvo le parti che hanno bisogno di una revisione e poi me le rivedo con calma, sul Mac. Ancora? Trasferisco con un copia e incolla nella memoria da 2 giga le slide del mio corso di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale, oppure il podcast che il mio docente di Economia Politica fornisce direttamente da iTunes, e inizio a studiare. Se mi stufo mi consolo con i centinaia di classici reperibili dalla rete in modo gratuito, legale e in una lingua comprensibile a tutti. Il futuro è qui, ragazzi. Ne avevo già parlato pur con le mie perplessità, ma dopo tre giorni di utilizzo assiduo posso già affermare di essermi ricreduto. Il Kindle mi fa leggere più cose e molto più in fretta, mi permette di portarle con me senza sforzi, non ingombra e risolve in un batter d’occhio i problemi di spazio. E’ lungi dall’essere perfetto e non sostituisce la carta, ma la complementa in un modo straordinario che solo chi lo prova può davvero comprendere. Il futuro è qui. Basta solo rendersene conto.
Buone feste.

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Sapete una cosa? A quest’ora, in una dimensione parallela in cui tutto funziona come dovrebbe, sarei in Sicilia. Al caldo, in compagnia della famiglia che non vedo dalla bellezza di quattro mesi. In questo preciso momento, se risiedessi nella giusta piega del multiverso forse starei sistemando i regali sotto l’albero, giocando col mio cane o uscendo con amici che ero ansioso di riabbracciare.
Se.
Se in realtà non mi trovassi in questa merda, se non ci si fosse messo il maltempo e questa dannata neve a rovinare tutto, a cancellare i voli, rallentare i treni e impedirmi di tornare a casa. Stamattina a Linate ho visto di tutto, ho avuto la conferma che alla base di questa nazione c’è qualcosa di profondamente sbagliato. Ho visto gente in attesa di imbarcarsi da due giorni dormire sulle brandine, donne incinte in condizioni pietose, ragazzi coi nervi a fior di pelle venire alle mani per l’ennesimo, ridicolo posticipo. Parolacce, bestemmie, non uno straccio di responsabile a  cui chiedere le ragioni di quel delirio. Insomma, un macello che mi ha lasciato davvero frastornato. Capisco le cause di forza maggiore, mi rendo conto che gli agenti atmosferici non si possono gestire come preferiamo, ma in un paese civilizzato quale dovrebbe essere l’Italia, siamo davvero sicuri che sia stato fatto tutto il possibile? Solo io trovo assurdo che l’inverno debba sempre portare tali disagi? Allora in Scandinavia a Dicembre cosa fanno? Smettono di spostarsi fino a quando non arriva la primavera? Certo che no, e la risposta la trovate qui. E se si sapeva che nessuno sarebbe partito, dato che la neve era stata annunciata con giorni di anticipo, perché non chiudere l’aeroporto invece di lasciar credere ai passeggeri che tutto sarebbe filato liscio? Io credo che a monte ci sia un’enorme difficoltà a comunicare le cose come stanno. Non per niente secondo la radio era tutto a posto.
Mi resta dentro una grande rabbia. Potrei dover passare il Natale senza la mia famiglia per la prima volta in vita mia, dato che l’unico posto disponibile è su un volo da Torino il 24 mattina, ammesso che non ricominci di nuovo a fioccare. Perché tornare a casa dev’essere così difficile?
Tenete le dita incrociate per me.

Lo seguo fin dalle prime news e adesso che arriva lo voglio andare a vedere. Per chi fosse vissuto sulla Luna negli ultimi mesi sto parlando di Avatar, nuovo progetto di James Cameron, l’evento più atteso di questo 2009 e il film in assoluto più costoso della storia del cinema (400 milioni di dollari di investimenti). Sulla carta stiamo parlando di una storia molto originale, una via di mezzo tra la sci-fi e il fantasy messa in scena da tecnologie avanzatissime. Tra l’altro pare che l’anteprima sia piaciuta praticamente a tutta la stampa specializzata, cosa molto rara per un film di questo tipo. Peccato che nonostante il lancio worldwide l’Italia, tanto per cambiare, oltre a essere sprovvista di sale adatte alla riproduzione di contenuti totalmente in 3d sia anche l’ultima nazione in cui verrà distribuito. Morale della favola: per godersi questo capolavoro annunciato tocca aspettare fino al 15 gennaio. Vorrà dire che mi consolerò con il trailer ufficiale. E voi che fate? Lo andrete a vedere, vero?

Londra

Pubblicato: dicembre 11, 2009 in Fotografia, Vita quotidiana
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Torno dall’Inghilterra con un bagaglio carico di ricordi. Londra, nonostante l’abbia già visitata due volte, è una di quelle città che non smettono di stupirti. Mai.
Londra è un porto di culture diversissime tra loro, un continuo movimento di gente, di odori, di colori, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ti mostra una faccia e poi la cambia, sempre, al punto che quando ti convinci di conoscerla in realtà non c’è niente di più sbagliato. Secondo me nessuno sa cosa sia davvero, nemmeno chi la abita da anni, ed è questa la sua forza. Londra è sfuggente, misteriosa, è una creatura pulsante di vita che non tollera il controllo, aborre lo stereotipo e rifugge ogni catalogazione. C’era, c’è e ci sarà sempre. Non vedo l’ora di tornarci, perché a me piacciono le storie e lì ce n’è da raccontarne una a ogni angolo.

Ps: le altre foto le trovate su FB (a proposito, non fatevi problemi ad aggiungermi come amico) o su Flickr.

Parto…

Pubblicato: dicembre 3, 2009 in Vita quotidiana
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… per la città che vedete nell’immagine del template. Ci si sente presto e mi raccomando, fate i bravi finché sono via.